La Collezione Farnesina fruibile su Google Arts & Culture
Le opere della Collezione Farnesina,
che raccoglie il meglio della storia dell’arte italiana del XX e
del XXI secolo, possono essere ammirate anche online sulla
piattaforma multimediale Google Arts & Culture. Il progetto per
la digitalizzazione della collezione, avviato nel 2016 tra il
Ministero degli Esteri e Google Arts & Culture, rinnovato poi
nel 2020, è stato aggiornato e presentato oggi nel corso di un
incontro alla Farnesina. L’obiettivo è dare visibilità globale a
una selezione di opere esposte presso le sale del ministero, da
Balla a De Chirico, da Carrà a Sironi, a Burri, Fontana,
Pistoletto, Schifano e Vespignani, coniugando la valorizzazione
dell’arte con le più avanzate tecnologie di fruizione digitale.
“Come parte di una più ampia strategia di digitalizzazione del
patrimonio artistico, finalizzata a garantire la massima
accessibilità alle opere della Collezione e a promuovere la
conoscenza dell’arte italiana oltre i confini nazionali – ha
spiegato il Direttore Generale per la diplomazia pubblica e
culturale del Ministero, Alessandro De Pedys – nel 2016 abbiamo
dato vita al partenariato con Google, grazie al quale la
Farnesina ha potuto realizzare un archivio digitale che offre ai
visitatori un’esperienza immersiva e interattiva”. Il visitatore
può oggi ‘visitare’ le sale espositive da qualunque parte del
mondo facendo un tour virtuale a 360 gradi degli spazi
espositivi grazie alla tecnologia Google Street View. La
cultura, ha aggiunto De Pedys “è un asset strategico della
politica estera del nostro Paese e l’arte contemporanea, in
particolare, è sempre stata per noi uno strumento di dialogo
interculturale e una leva per promuovere l’immagine dell’Italia
nel mondo, non solo attraverso le sue eccellenze artistiche, ma
anche grazie all’innovazione tecnologica che ne amplifica la
fruizione”. “Con la Pocket Gallery 3D, che include oggi quasi
400 opere della Collezione Farnesina – ha proseguito De Pedys –
è possibile fare un’esperienza di visita immersiva nell’arte
attraverso una mostra virtuale interattiva che sfrutta la realtà
aumentata per creare un’esperienza innovativa. Le immagini ad
altissima risoluzione (7 gigapixel) permettono di osservare ogni
dettaglio delle opere, valorizzandone la qualità e la tecnica
esecutiva”. Tra le opere digitalizzate, un posto di rilievo è
occupato dal ciclo ‘Impressioni di guerra’ (1917-1918) di Giulio
Aristide Sartorio, una testimonianza pittorica della Grande
Guerra originariamente esposto in Brasile negli anni ’20 e
recuperato grazie all’intervento del Ministero degli Esteri
negli anni Novanta. Il progetto con Google Arts & Culture vuole
sottolineare che “l’arte non è solo un patrimonio da conservare,
ma anche un mezzo per raccontare l’Italia nel mondo,
valorizzando la sua capacità di innovare e di dialogare con
culture diverse – ha concluse De Pedys – Oggi più che mai, la
promozione dell’arte e della creatività italiana rappresenta un
valore aggiunto per l’immagine del Paese, contribuendo a
rafforzare i legami con le istituzioni culturali internazionali
e a favorire la crescita del settore artistico e creativo”.
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